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Il tradimento in amore è tra le principali cause della sofferenza di coppia ed è spesso motivo di separazioni dolorose. I valori della fedeltà e dell’appartenenza reciproca sono alla base dello sviluppo di una relazione sentimentale e possono essere considerati tra i più importanti fattori di solidità del rapporto, insieme all’impegno, alla complicità e alla passione.

Così, quando uno dei partner stabilisce un altro legame di natura sessuale o affettiva fuori dalla coppia, evidenzia in realtà la crisi manifesta -o, più spesso silente -che precede l’incontro col “terzo incomodo”.

Sul piano psicologico e relazionale, il tradimento può essere interpretato come una compensazione di carenze percepite dall’individuo all’interno della relazione elettiva, come un maldestro tentativo di realizzare o di riguadagnare un senso di pienezza mai raggiunto o perduto col/con la partner.

Al di là del comune buon senso, che stigmatizza il traditore come un distruttore immorale e un eretico dell’Amore, bisogna osservare che, in molti casi, la ricerca di un’alterativa “segreta” alla coppia si costituisce come l’espressione di un sintomo, dove la “malattia” si è già radicata nell’abitudine, nella ritualità, nell’insofferenza e nella scontatezza in cui evolvono troppi amori.

Ci dimentichiamo troppo spesso che le relazioni sentimentali si evolvono in due fasi: quella dell’innamoramento e quella dell’amore;  e che sono pochissime quelle che superano incolumi l’interfaccia innamoramento/amore, e che proseguono negli anni stabili e soddisfacenti.

Durante la fase di innamoramento, l’euforia dei partner rasenta la fusione, ed è una sensazione meravigliosa, corroborata da precise risposte neuropsicologiche, come il rilascio di ossitocina, che favoriscono quello stato di meravigliosa sospensione onirica, di appagamento assoluto, che contraddistingue l’inizio di ogni relazione sentimentale potenzialmente valida.

Ma il tempo dell’innamoramento è realisticamente limitato ai primi due anni, o spesso è nell’ordine di un semestre, dopo di che la coppia si misura con la necessità di coltivare il rapporto, di condividere valori, progettualità e visioni del futuro per non sprofondare nella stanca e affannosa riproposizione degli schemi della prima fase.

Quando la coppia “si blocca” nell’innamoramento o si cimenta nell’amore senza aver risolto con chiarezza ed efficacia le questioni riguardanti il futuro, i rapporti con gli amici e le famiglie d’origine, la sessualità, i soldi e le proprietà, la gestione dei figli, del tempo e del lavoro, il tradimento diventa molto probabile.

Nel tradimento, gli uomini e le donne sembrano distinguersi. Le donne tendono a fantasticare, il loro è nella gran parte dei casi un trasporto sentimentale, l’idea di una fuga romantica. Gli uomini, invece, rispondono all’insoddisfazione di coppia prevalentemente attraverso la sessualità; si dimostrano più propensi delle partner al tradimento fisico che di rado corrisponde, nella percezione maschile, a un tradimento emotivo.

Poi, ci sono uomini che tradiscono con la “testa” e non fanno sesso, ma coltivano arabeschi amorosi, tradimenti bianchi, con amiche o conoscenti e, viceversa, donne che tradiscono col sesso, in una infinità di sfumature possibili.

Tradimenti equivalenti. Dunque,  si può parlare di almeno due tipologie di tradimenti: il tradimento romantico e il tradimento erotico. Sono equivalenti, anche se può essere difficile riconoscerlo, e intervengono quando la coppia ha perso il suo fascino o è diventata, su uno o più livelli, noiosa, procedurale, normativa, nervosa, limitante o direttamente repressiva.

Il vissuto del “tradito” e del “traditore” non a caso coincidono: colpa, vergogna, rabbia, sentimenti di offesa e di trascuratezza, di abbandono e di deprivazione emotiva. Sempre puntati, l’uno contro l’altro come le rivoltelle di un duello
iniziato molto tempo prima.

Nella conflittualità della coppia infedele, il tradimento sessuale assume sempre i contorni peggiori, rispetto al tradimento sentimentale, e diventa imperdonabile nella misura in cui i partner lo designano come un fatto individuale e non come sintomo della coppia.

In realtà, dove c’è il tradimento l’amore è ferito, quando il tradimento avviene, l’amore è in discussione. Che sia un fatto “di cuore” o di “sesso”, il tradimento è un argomento di cui, prima di tutto, è opportuno parlare tra sé e sé o nel contesto di una relazione terapeutica, anziché rovesciarlo sulla o sul partner, se davvero si vuole preservare il legame.

Enrico Maria Secci
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