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Il caso delle nozze tra l’impiegato e l’ologramma fa pensare che esista una proporzionalità inversa tra il progresso tecnologico e lo sviluppo dell’intelligenza emotiva: più progettiamo automi intelligenti, meno sappiamo relazionarci a noi stessi, agli altri e al mondo con empatia e con realismo. I segnali di questa pericolosa correlazione arrivano anche dall’utilizzo compulsivo di social media come Instagram per edulcorare la propria e altrui immagine e l’impoverimento della comunicazione faccia a faccia, in favore alle interazioni con mezzi virtuali.

Insomma, stiamo avanzando a grandi passi verso una società del “come se”, una società in cui l’edulcorazione e la contraffazione di se stessi e delle relazioni rischia di diventare una prassi, al punto che si preferisce convolare a nozze con un replicante e inventare un “nuovo orientamento sessuale”, anziché andare urgentemente in psicoterapia. Leggi tutto l’articolo sulla mia rubrica di psicologia su Milleunadonna, Tiscali.

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