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Uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblicato nell’ottobre 2020 ha evidenziato significativi disagi emotivi correlati alla diffusione globale del Coronavirus nel 60% dei cittadini europei.

Stanchezza cronica, disturbi del sonno, tristezza, demotivazione e/o deconcentrazione, irrequietezza e sbalzi dell’umore sono i sintomi più comuni di una sindrome complessa e multidimensionale chiamata Pandemic Fatigue, Stress da Pandemia o Sindrome da Pandemia.

La ricerca dell’OMS ha documentato statisticamente un insieme di risposte comuni e fisiologiche a eventi catastrofici come l’epidemia da Covid. L’impatto del virus sulla quotidianità di ognuno di noi è stato drammatico su più piani: sul piano emotivo, sul piano relazionale, sul piano economico e sul piano esistenziale.

Ogni livello del nostro equilibrio personale nel 2020 ha subito attacchi inattesi, continui e laceranti. Perciò il primo compleanno del Covid-19 coincide con un aumento collettivo dello Stress da Pandemia. Un carico emozionale che, purtroppo, può trasformare la sintomatologia transitoria della Pandemic Fatigue prospettata dall’OMS in un quadro clinicamente più strutturato, stabile, profondo e preoccupante.

Se lo Stress da Pandemia evolvesse in un’entità psicopatologica vera e propria, apparterrebbe alla famiglia dei disturbi da stress post-traumatico, a cui è apparentato da una costellazione di sintomi emotivi, cognitivi e comportamentali.

I sintomi emotivi della Pandemic Fatigue:

  • Tristezza
  • Rabbia
  • Irritabilità
  • Apatia
  • Ansia
  • Apprensione eccessiva legata alla propria salute e/o a quella dei propri cari.
  • Sentimento di catastrofe incombente
  • Irrequietezza
  • Rassegnazione

I sintomi cognitivi della Pandemic Fatigue.

  • Deconcentrazione
  • Deficit della memoria
  • Indecisione
  • Pensieri ricorsivi (ruminazione)
  • Ripetitività
  • Alterazioni dei processi decisionali
  • Ossessività
  • Attenzione selettiva (conferma della propria visione del mondo)
  • Distorsione del test di realtà

I sintomi comportamentali della Pandemic Fatigue. Sul piano del comportamento, chi presenta sintomi di Sindrome da Pandemia si colloca su due polarità opposte: un polo “nevrotico” e un polo “psicotico”.

Il polo “nevrotico” è caratterizzato da un esame di realtà integro (“il virus esiste”; “il pericolo è immanente e tutto questo è terribile”), ma in questa polarità l’individuo elabora risposte depressive iper-ansiose (nulla ha più senso; “non esco più di casa”; “non vedo più nessuno”, ecc.).

Il secondo polo, il polo “psicotico” è descritto dalla negazione e dal rifiuto e da un irrigidimento significativo dei processi decisionali, che rendono la persona aggressiva, paranoide e assediata da idee persecutorie.

La negazione dell’esistenza stessa del Covid-19, la negazione dell’emergenza sanitaria, la negazione della portata del contagio e via dicendo. Il rifiuto di ottemperare alle misure mirate a prevenire e mitigare il contagio, l’impulso di infrangere le regole del distanziamento fisico, l’obbligo di indossare mascherine e il divieto di assembrarsi.

La risposta “psicotica” è tanto più probabile e ampia, quanto maggiore sarà la percezione generale di un’emergenza non gestita, d’incertezza e d’imponderabilità delle misure del Governo. Se non gestita, la Crisi Psicologica Collettiva da Pandemia determinerà eventi sociali, economici e politici di tipo sismico, irreversibili, di carattere esponenziale se non iperbolico.

Per questo motivo, un piano per la prevenzione e la terapia della Pandemic Fatigue e delle sindromi da stress collegate all’emergenza Covid sarebbe prioritario quanto i sussidi economici e la vaccinazione.

Come combattere la Pandemic Fatigue e il disturbo dell’adattamento? Continua nei prossimi giorni. Segui il blog.

Enrico Maria Secci
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