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*** Continua da LE ELEMOSINE DEI NARCISISTI

Tre tipi di elemosine narcisistiche. Le elemosine dei narcisisti sono di tre tipi:

  • “grandi” elemosine;
  • piccole elemosine;
  • finte elemosine.

Le “grandi elemosine” vengono distribuite all’inizio della relazione allo scopo di sedurre e catturare la preda. Più avanti nella storia questo tipo di elemosina si rende necessaria quando, in casi eccezionali, la vittima mostra la decisa intenzione di sottrarsi all’influenza manipolatoria e minaccia di porre le proprie condizioni a meno di interrompere il rapporto.

Nel mondo asfittico e parco del narcisista, le “grandi” elemosine sono poco più che succinti apprezzamenti sulle qualità del/della partner, qualche avara carezza, la cortesia di versare un calice di vino o la galanteria di offrire la propria giacca in una serata ventosa, comprare a sorpresa i biglietti del cinema o prenotare una cena. In molti casi, ma non sistematicamente, le “grandi elemosine” sono prestazioni sessuali particolarmente intense e lascive, che serviranno a guadagnare sulla vittima una ragguardevole supremazia psicologica

Più raramente, le “grandi elemosine” sono regali impegnativi e gesti romantici eclatanti, di quelli che lasciano il segno. Il dono sfarzoso di un gioiello o di un viaggio, tuttavia, vengono utilizzati dal narciso in crisi soprattutto come strumento per decantare la propria superiorità rispetto a possibili rivali, in modo da riabilitarsi agli occhi della vittima come un compagno generoso e sincero.

In ogni caso, tutte le concessioni caritatevoli dei narcisi sono organizzate e presentate in modo pomposo e altisonante, così che restino memorabili e dunque tema di successivi ricatti e rinfacci.

Le piccole elemosine. Quando la dipendenza affettiva è ormai installata, i narcisi perversi ricorrono alle piccole elemosine per misurare il livello di predominio conseguito e, allo stesso tempo, incrementare la vulnerabilità della preda. Si tratta di parole-chiave come soprannomi “affettuosi”, di messaggi e di gesti rarefatti e inconsistenti mascherati da premure amorevoli.

Quando la vittima oserà protestare contro la scarsità dell’impegno del partner riceverà da prima scuse miti (“Stavo lavorando e più di un pensiero non potevo mandarti?”, “Ero in riunione”, “Mi stavo allenando in palestra”, ecc.), scuse alle quali ogni dipendente affettivo sviluppa nel tempo un livello di tolleranza prossimo all’ascetismo e che in futuro, riconsiderando la storia vissuta, lo farà sentire sciocco e sconsiderato. Se la preda dovesse ripetere le proprie rimostranze per le poche attenzioni, alle scuse seguiranno minacce e punizioni: reazioni aggressive e disregolate (“Non ti basta mai! Ecco, non farò più nulla per te”, “Non meriti proprio nulla”, “Ma che cosa vuoi, chi credi di essere?”). Le conseguenze più tipica che il narciso applica all’accattona o al mendicante emotivi di turno che si permettano di chiedere più di qualche centesimo nel cappello sono il silenzio, la denigrazione e la sparizione.

***Leggi la prima parte: LE ELEMOSINE DEI NARCISISTI

Enrico Maria Secci
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