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Frasi fatte sull’amore, meme affettuosi preconfezionati, link di canzoni romantiche senza una frase d’accompagnamento e poi faccine, tantissime faccine col cuore, che baciano, che sorridono, che arrossiscono teneramente. Tutto recapitato a mezzo Whatsapp o con il social-network preferito. Tutto centellinato con una maestria perversa e diluito abilmente in silenzi di durata imprevedibile in cui per la vittima innamorata è facile confondersi e perdersi.

Messaggi o azioni minimali, bieche e disimpegnate rientrano tra le strategie elettive dei narcisisti patologici, tecniche con cui seducono la vittima allo scopo di soggiogarla il più a lungo possibile e compiacersi della sua sottomissione. Oltre alla messaggistica, i narcisi possono ricorrere a piccoli gesti di cortesia, regali infinitesimali e blandi complimenti, sicuri che l’altro saprà sovrastimarli o, comunque, se li farà bastare. La riuscita della manipolazione dipende da quanto solleciti nel/nella partner l’illusione di relazione amorosa.

A un osservatore esterno l’effetto dirompente di questi stratagemmi “banali” sull’equilibrio psicologico delle vittime può sembrare incredibile, se non folle. Eppure ognuno di noi sa, per esperienza diretta o indiretta, che una persona può arrivare ad accontentarsi di scarse e rare attenzioni, sopportare ogni sorta di trascuratezza o abuso e, malgrado ciò (o in virtù di questo) alimentare l’innamoramento per il proprio narciso sino all’ossessione.

Per comprendere come sia possibile che quattro quisquilie e qualche mezza frase “romantica” sortiscano risultati così tossici bisogna conoscere la scaltrezza con cui il/la narcisista patologico/a può indurre nel/nella partner uno stato di sudditanza psicologica e sapere che le modalità del narcisismo perverso riescono ad aggirare e distruggere persino le difese dell’individuo più strutturato.

Chi entra nella spirale del narcisista insano lo fa solitamente a propria insaputa, ingannato da stratagemmi e macchinazioni che, soprattutto all’inizio del rapporto sono ben dissimulate o, se scoperte, possono comunque apparire come trascurabili incidenti di percorso nella formazione della coppia.

Le procedure dei narcisisti perversi sono quasi protocollari, e consistono nel rendere gradualmente più rerefatta e insignificante la propria comunicazione, ridurre via via le occasioni di incontro e privare l’altro a poco a poco della libertà di esprimere i propri bisogni affettivi e le proprie esigenze, fino a soggiogarlo.

La tattica delle elemosine. La tattica delle elemosine è una delle manipolazioni narcisistiche più efficienti e vantaggiose, perché col minimo sforzo produce esiti eclatanti in termini di dipendenza affettiva da parte della vittima.

Le elemosine, come accennato all’inizio dell’articolo, sono azioni o comunicazioni positive caratterizzate da scarso impegno ed estemporaneità, che il narcisista somministra alla vittima in modo intermittente, seguendo una logica pavloviana. Messaggi, vaghi apprezzamenti, doni ridicoli vengono consegnati in ordine incomprensibile, ma abilmente distanziati tra loro, in modo da creare nella o nel partner uno stato permanente di attesa, che la/lo rende via via sempre più fragile e manipolabile.

Le elemosine dei narcisisti tendono a indurre nell’altro uno stato di astinenza ininterrotta, una condizione psicologica negativa grazie alla quale i narcisi si assicurano senza sforzo il massimo potere e si procurano il godimento mortifero di disporre a proprio piacimento un’altra persona. In cambio delle proprie scarne elemosine, il/la narcisista patologico si prende i sentimenti, il corpo, la dignità, l’energia, la vita stessa del/della partner, per arrivare al massimo della conquista narcisistica: il tradimento e l’abbandono. Infatti, per il narcisista perverso l’espressione apicale del possesso dell’altro è l’annientamento dell’altro.

Tre tipi di elemosine narcisistiche. Le elemosine dei narcisisti sono di tre tipi:

  • “grandi” elemosine;
  • piccole elemosine;
  • finte elemosine.

CONTINUA NEI PROSSI GIORNI … 

Enrico Maria Secci
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