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Un oceano non può stare in un lago, e nemmeno in un mare.

Riponi il tuo amore in qualcuno che lo possa contenere, che abbia la profondità necessaria e la maturità affettiva per sostenere la dolcezza e la forza, la violenza e la bellezza, i moti imprevedibili e i mutamenti di un oceano.

Perché l’amore deve saper accogliere, deve essere portante, possente, altrimenti finisce perché trabocca quando un cuore è un oceano e l’altro cuore è un lago.

Quando ci sono troppe dighe, quando gli affluenti sono ostruiti dalla depressione e dalla mancanza di coraggio, quando i fiumi tracimano e il mondo s’infanga e si alluviona, devi capire che l’oceano e il lago, o il mare che siete non possono confluire l’uno nell’altro.

Non ti servirà sapere che l’essere oceano, mare o lago, in amore è una questione di consapevolezza, perché la tua consapevolezza non è quella dell’altro.

Se un cuore grande può contenere un cuore piccolo, non vale il contrario. Così cerca sempre, d’ora in poi, oceani se sei oceano, laghi se sei lago, mari se sei mare, stagni se sei stagno.

Diffida sempre di chi appare troppo buono e misurato, affabile e comprensivo, di chi si vanta di avere ottimi rapporti con tutti e si pregia di essere limpido come il cielo d’estate quando è più nero dell’uragano.

Ecco, aspettati prima o poi che ti umili con contrizione sarcerdotale, che ti abbandoni, che ti punisca e ti sfregi con guanti di velluto.

Non meravigliarti che se ne vada di colpo in processione coi suoi valori posticci, di terza mano, a gozzovigliare per il mondo, mentre tu espii la tua colpa di essere stato imperfetto, ma autentico.

La rabbia repressa dei finti buoni si sprigiona sempre, prima o poi, ed è alluvionale. Apri l’ombrello, trova un riparo. Questo inferno non ti appartiene.

Enrico Maria Secci, Blog Therapy