“La saggezza è lasciar crescere ciò che nasce,
gustare ciò che è maturo
e lasciar perdere ciò che è morto.”
[Keshavjee S.]

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La narcisista perversa


Il narcisismo patologico femminile presenta tratti e modalità differenti dal narcisismo maschile e per questo risulta meno riconoscibile.
La spavalderia e l’arroganza, la distruttività e la propensione al tradimento e alla menzogna tipiche del narcisista in un quadro di grandiosità quasi sempre palese, quindi facilmente individuabile, sono aspetti presenti nel narcisismo femminile, ma mimetizzati accuratamente in una cornice di finta amabilità, integrità morale e gentilezza.

Questo fa sì che il narcisismo appaia soprattutto come prerogativa maschile, mentre il potenziale patogeno e patologizzante delle“narcise” sui/sulle loro partner è pari a quello dei vituperati narcisi, e forse è ancor più doloroso e pervasivo perché sfuggente tanto sul piano interpersonale quanto sul piano psico-diagnostico.

Gran parte della letteratura specifica e divulgativa sul narcisismo è frutto dell’analisi delle testimonianze di donne precipitate nelle maglie della dipendenza affettiva. Per ragioni culturali le donne hanno minore difficoltà a cercare un aiuto psicoterapeutico perciò occorre riflettere sul fatto che le attuali conoscenze sugli esiti di questo disturbo della personalità nelle relazioni affettive e sentimentali si deve al coraggio delle vittime femminili dei narcisisti.

I maschi invischiati con una narcisista manipolatrice, invece, sono meno propensi a ricercare aiuto, tendono a ripiegarsi sui sintomi o a combatterli da soli perché maturano sentimenti di vergogna e di inadeguatezza maggiori rispetto alle femmine a causa del condizionamento culturale che li designa “forti” e li riduce al silenzio malgrado la sofferenza.

Sugli uomini caduti nella dipendenza affettiva correlata alla manipolazione narcisistica grava dunque un peso in più: quello della vergogna e del fallimento personale. La loro reazione è quella di dissimulare la mortificazione, l’asservimento, la tristezza ricevute nella relazione patologica attraverso equivalenti depressivi: abuso di alcol, comportamenti pericolosi e potenzialmente auto-lesivi alla guida, cyber-sex compulsivo, apatia e isolamento sociale.

Dunque, se individuare il narcisista perverso nel labirinto di complessi, lutti e sintomi gravi che scatena nella partner risulta relativamente facile, smascherare la narcisista manipolatrice richiede una conoscenza specifica del disturbo nelle sue declinazioni al femminile.
Per farlo occorre riconsiderare i criteri diagnostici di tipo categoriale proposti dai manuali perché tarati sul narcisismo maschile, e intercettare quelle sfumature nel continuum narcisistico che identificano il femminile attraverso la narrazione dei soggetti dipendenti e le peculiari modalità con cui la “narcisa” si insinua nella vita affettiva del compagno e poi lo neutralizza psicologicamente.

Un utile punto di partenza è quello di osservare le ridondanze comportamentali che distinguono le storie delle vittime di narcisisti maschi da quella delle vittime femmine. Infatti, la differenza più evidente tra i narcisisti e le narcisiste è che i primi tendono alla distruzione del rapporto e perciò appaiono crudeli, le seconde vi si aggrappano dietro le mentite spoglie di innocenti e irreprensibili vestali dell’amore.

Dunque cosa fa la narcisista manipolatrice? Quali azioni mette in atto e come innesca, più o meno inconsciamente, nel partner il corto-circuito disperante della dipendenza affettiva?
Sulla base dell’esperienza clinica è possibile individuare dieci modalità tipiche della narcisista manipolatrice:

 

  • Beatificare per poi demonizzare
  • Donare per estorcere
  • Affabulare per confondere
  • Moralizzare per svalutare
  • Banalizzare per controllare
  • Recriminare per perdonare
  • Puntualizzare per umiliare
  • Colpevolizzare per assolversi
  • Vittimizzarsi per condannare
  • Ricattare per avvantaggiarsi

Chi conosce il tema del narcisismo e della dipendenza affettiva potrebbe riconoscere in ciascuno di questi punti un’affinità col profilo psicopatologico dei maschi, ma bisogna tener conto che ogni azione e ogni dinamica della narcisista manipolatrice tra quelle descritte si distingue in quanto ovattata, appare delicata o trascurabile e di rado è diretta o deflagrante come risulta nel narcisismo maschile, decisamente più rozzo e brutale sia nelle sue manifestazione che nelle sue conseguenze.

Enrico Maria Secci, Blog Therapy

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Per approfondimenti:

 

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