“La saggezza è lasciar crescere ciò che nasce,
gustare ciò che è maturo
e lasciar perdere ciò che è morto.”
[Keshavjee S.]

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Settembre e cambiamento

Si dice che settembre sia il lunedì dell’anno e, proprio come il primo giorno della settimana, possa servire da riferimento per intraprendere cambiamenti grandi e piccoli come iniziare un’attività fisica o un corso d’inglese, cominciare una dieta, smettere di fumare o iniziare una psicoterapia. Forse per la prospettiva del cambio di stagione e per la ripresa dell’attività di studio o del lavoro, il nono mese dell’anno è per la mente un catalizzatore di possibilità e di buone intenzioni che incontrano il solo limite della volontà effettiva di essere realizzate.
Così, proprio come il lunedì, settembre può mutare dal mese del cambiamento al mese dei tentennamenti e delle procrastinazioni, e intersecare la pesante linea della status-quo percorsa dall’abitudine e dalla paura di imprimere una nuova direzione dalla propria vita.

Da un punto di vista motivazionale, identificare il cambiamento con una data, per quanto “significativa”, può essere utile …  ma nasconde un trabocchetto psicologico.
Se, come avviene di frequente, non riusciamo ad attivarci come vorremmo nel periodo stabilito, registreremo un “fallimento”, col risultato di spostare nel tempo l’obiettivo e di permanere in uno stato di disagio e di frustrazione che,  una “nuova scadenza” dopo l’altra, potrebbe ostacolare ancor più il cambiamento ricercato.
Di lunedì in lunedì, di settembre in settembre, di capodanno in capodanno, di compleanno in compleanno, si finisce involontariamente vittime dei propri auto-inganni e delle proprie resistenze, e il tempo muta da alleato a nemico numero uno, perché dimostra col suo scorrere che i buoni propositi sono naufragati uno ad uno.

Paul Watzlawick, tra i massimi studiosi dei problemi umani e del cambiamento psicologico, sosteneva che “Il presente non ha lunghezza e tuttavia è l’unico punto del tempo in cui ciò che accade, accade e ciò che cambia, cambia.” , invitando così a svincolarsi dall’autoinganno del “domani”, sia esso un settembre o un lunedì qualunque, e a prendere consapevolezza che l’unità che contiene la spinta e il senso più potenti per perseguire un risultato è semplicemente l’oggi o, meglio ancora, l’adesso. Vale a dire che possiamo coltivare l’attitudine al cambiamento istante per istante, a partire da qualunque ora e da qualunque giorno, a due condizioni:

1 – tollerare la delusione di non riuscire subito a seguire al meglio nuovi programmi o abitudini;

2 – saper accogliere con empatia e indulgenza verso se stessi e le proprie debolezze gli “errori” e i problemi e non fermarsi, nella consapevolezza che ogni vera trasformazione passa, a volte, per una o più “crisi”.

Un cambiamento personale grande e autentico è spesso  il frutto di azioni e decisioni piccolissime, dipende dall’apertura emotiva con cui sappiamo decidere di sperimentare situazioni nuove, spesso al di là di quanto ci suggeriscano di fare la nostra razionalità e la nostra “consapevolezza”.

Per cui, ogni giorno è il giorno della svolta.
Che sia settembre o lunedì, “oggi” è sempre il giorno migliore in assoluto della nostra vita.

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