“La saggezza è lasciar crescere ciò che nasce,
gustare ciò che è maturo
e lasciar perdere ciò che è morto.”
[Keshavjee S.]

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San Valentino. É ora di fare bilanci?

San Valentino è arrivato, ci aspettano cioccolatini a profusione, cenette a lume di candela, inondazioni di cartoline augurali, tifoni di sms, tsunami di post e di foto-post d’amore. Anche i più indifferenti saranno toccati dalla discussa ricorrenza degli innamorati e saranno costretti a prendere una posizione in proposito. Così c’è chi pensa che San Valentino sia kitch, chi dice che San Valentino sia trash e chi osserva che “l’amore si festeggia tutti i giorni”; chi decide di ammutinarsi e, pur essendo in coppia, neutralizza la celebrazione trascorrendo una giornata qualunque e chi, che in coppia non è, detesta il 14 febbraio perché, volente o nolente, sottolinea una mancanza personale e la amplifica nella forma irritante di una sorta di esclusione sociale.

Il giorno di San Valentino non è che una convenzione, un rituale pagano … una specie di epifania dell’amore diventata tradizione in tutto il mondo forse per il semplice fatto che è l’unica ricorrenza che celebra la coppia, dove tutte le altre gravitano intorno al concetto di “famiglia” e prevedono le ben note riunioni parentali natalizie, pasquali e quant’altro. Nel suo conformismo totale, la festa degli innamorati ha una vena di originalità – forse una vena esangue, ma ce l’ha – e riesce a imporsi come una sorta di “compleanno di tutte le coppie”, un momento di riflessione sul senso di stare insieme, magari un’occasione per fare un bilancio della relazione, per porre e porsi domande e per dedicarsi un momento speciale, regali e attenzioni in più,  con l’alibi della ricorrenza.

E’ istintivo storcere il naso davanti a supermercati ricolmi di cuori di cioccolata e di inutili pelouche, spesso molto brutti, ed è facile pensare a quanta manipolazione commerciale, a quante trovate pubblicitarie gravitino intorno al 14 febbraio e sentirsi tristi o arrabbiati. Quando un rituale diventa un obbligo perde ogni fascino e, molto presto, si svuota di significato ad appannaggio di industrie, negozi e ristoranti. Il fatto è che è impossibile ignorare San Valentino, perché, al di là di tutto, è una delle poche occasioni ufficiali che parla dell’amore e della coppia come valori, senza subordinarli ad altri sistemi di significato o affollarli per diritto di terze e quarte parti in causa.

Regalarsi domande. Anziché pensare esclusivamene al regalo o alla cena, può essere un’ottima idea chiedersi: come vanno le cose? Come va il sesso? Come mi sento con lei/lui? Sono felice? Parliamo abbastanza? Siamo veramente felici insieme? … Fermarsi un attimo e approfittare di San Valentino per donarsi un po’ di consapevolezza può essere un’idea originale per affrontare la ricorrenza incombente e per sfruttarla a proprio vantaggio. Perché le coppie a rischio sono proprio quelle che rinunciano a rivolgersi domande, quelle in cui i partner faticano a comunicare i propri sentimenti momento per momento. Le coppie che capitolano sono fatte di “non detti”, galleggiano sul presupposto implicito della reciproca “telepatia” e scansano probabili equivoci senza accorgersi di fondare così incomprensioni enormi …

Invece, molto spesso, il giorno di San Valentino viene celebrato in coppia come una sorta di zona franca psicologica: ci si veste a festa, si indossa il sorriso migliore e si fa finta, con rinnovato vigore, che vada tutto bene, come a Carnevale che, peraltro, ricorre nello stesso periodo …

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