“La saggezza è lasciar crescere ciò che nasce,
gustare ciò che è maturo
e lasciar perdere ciò che è morto.”
[Keshavjee S.]

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Il significato perduto della festa di San Valentino

Perché festeggiamo San Valentino? Qual è l’origine di questa tradizione secolare e perché si celebra il 14 febbraio? Nella società del consumismo relazionale questa ricorrenza potrebbe essere riscoperta e ritrovare un senso oltre gli spot di cioccolata, profumi e chincaglierie pre-confezionate che, sempre più spesso, vengono gettate via insieme alle storie e alle persone che le hanno acquistate. 

La storia di San Valentino. Valentino, vescovo di Terni, morì martirizzato nel 273 d.c., perché rifiutò di rinnegare la propria fede contro il volere dell’imperatore Claudio il Gotico che voleva piegarlo al paganesimo allarmato dalla fama crescente di taumaturgo che il religioso guadagnò tra i cristiani raggiunti dalla notizia dei suoi miracoli.

Diversi secoli dopo, nel 496 d.c., Papa Gelasio I santificò il patrono di Terni come protettore degli innamorati e del matrimonio in quanto, secondo la tradizione, il vescovo Valentino unì in matrimonio una donna cristiana a un legionario pagano. La celebrazione di un legame tra fedeli di confessioni opposte rappresenta un atto di profondo rispetto del sentimento dell’amore e, si dice, fu il principale capo d’accusa e motivo della flagellazione del prete.

Perciò la figura di Valentino, servì alla Chiesa per scongiurare e sostituire i riti pagani del 14 febbraio difformi dalla dottrina cattolica. Infatti, prima della celebrazione di San Valentino, il 14 febbraio ricorrevano rituali di fertilità e feste scabrose per il Fauno Luperco, una divinità pagana licenziosa e selvatica, scomoda alla concezione dell’amore romantico e totalmente difforme dal pudore dei valori cristiani.

Nei secoli, il giorno di San Valentino ha ricordato le leggende sul vescovo di Terni e sradicato le turpi tradizioni del Lupercalia, che prevedevano l’esposizione di giovani corpi nudi frustati per propiziare la fertilità.

Tra le storie più note su San Valentino c’è quella della rosa.

Si narra che il Santo placò una discussione feroce tra fidanzati offrendo loro una rosa del proprio giardino, con la richiesta di tenerla per lo stelo e di ammirarne la bellezza senza pungersi con le sue spine.

O ancora, si tramanda che San Valentino benedisse le coppie in pellegrinaggio a Terni e che, per miracolo, sulle teste dei futuri sposi si materializzassero colombe bianche a significare pace. In una versione più umanizzata del Santo, Valentino incarcerato per via della sua fede si invaghì di una giovane cieca e, prima che lo decapitassero, le donò la vista per miracolo, in preghiera e con amore infinito.

Quale amore è più grande del sentimento che restituisce lo sguardo a un cuore prigioniero? Quale amore può dirsi tale se gli amanti si distaccano sdegnati e delusi dalle spine, subito dimentichi della rosa? Tra leggenda, tradizione, misticismo e religione la ricorrenza di San Valentino invita a riflettere sul senso e sul valore delle nostre relazioni, anche se risulta ormai una festività secolarizzata e banalizzata al punto che pochi ne conoscono le origini.

Nel XIX secolo San Valentino era il giorno delle poesie e delle frasi d’amore donate nei biglietti manoscritti, chiamati “le valentine”. Gli amanti inviavano questi messaggi ad ogni latitudine, e avevano la pazienza e la speranza che giungessero per tempo agli amati. Erano cartoline con rose, colombe, Cupidi e cuori scritte piano, bozza dopo bozza. Affrancate e poi spedite, contenevano in sé tutto l’impegno, la costanza e il sogno implicati nel sentimento d’amore e oggi per lo più perduti insieme alla storia del Santo.

Al momento San Valentino significa prenotare un ristorante, apparecchiare un tavolo con candele e decorazioni a tema, comprare cioccolatini, mazzi di fiori e regali rigorosamente senza biglietto. Pochi conoscono il senso di questa ricorrenza, che è la celebrazione del sodalizio tra persone che si amano e l’occasione per rinnovare la promessa di continuare le proprie vite uno accanto all’altra.

Lo scambio di una lettera d’amore. Forse un modo nuovo per vivere a pieno questa festa, senza banalizzarla con lo scambio di un mero oggetto e un brindisi è quello di donare una lettera alla persona amata, una lettere scritta a mano in cui raccontare i propri sentimenti, fare un bilancio della relazione e tratteggiare scenari futuri. In fondo, il messaggio di serenità, conciliazione e pace del vescovo di Terni invita le coppie a superare i conflitti e a difendere il rapporto amoroso dalle minacce della superficialità e del consumismo emotivo, oggi così di moda.

Enrico Maria Secci, Blog Therapy

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