“La saggezza è lasciar crescere ciò che nasce,
gustare ciò che è maturo
e lasciar perdere ciò che è morto.”
[Keshavjee S.]

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Il narcisista in azione: lo schema della colpa

 

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(1)Il narcisista in azione: i quattro schemi di ricattura della vittima

(2) Il narcisista in azione: lo schema del silenzio” 

Lo schema della colpa. Se lo stratagemma del silenzio non dovesse funzionare perché la preda è decisa a sottrarsi al giogo della dipendenza, il narcisista perverso cambia schema e adotta il suo preferito, quello che, quando la relazione era intatta, meglio asserviva il/la partner e lo/la inchiodava nel rapporto.

Lo schema della colpa è una scaltra miscela di accuse e di offese, di insulti e di squalifiche, di teoremi finalizzati a distruggere l’autostima dell’altro per indurlo a tornare sulle proprie decisioni mosso dall’illusoria possibilità di riscattarsi nell’opinione del narcisista e, allo stesso tempo, dallo sconforto di credere veramente di essere sgradevole e indesiderabile e non avere altra scelta che accontentarsi di un “amore” fatto di vessazioni e di infelicità.

Un arciere infallibile. Il narcisista perverso sa dove colpire e fa centro intercettando punti nevralgici della preda: l’immagine corporea e la sessualità (“Sei grassa.”, “Fai l’amore da schifo, chi ti vuole?”); i valori e la morale (“Ha approfittato della mia pazienza”, “Sei una tr***, mo’ tanto ti fai tutti”); gli affetti e la famiglia (“E’ colpa di quel tuo amico/ tua madre/tua sorella se siamo in questa situazione”, “Ti accompagni con quella gentaglia e sei veramente diventata uno schifo come loro”).

Questi i tre bersagli, preferiti perché, stimolati col la giusta crudeltà, possono generare un dolore forte nella vittima, un dolore che stordisce e che le impedisce di difendere la propria integrità e la propria decisione di interrompere il massacro.

Come ti incastro col minimo sforzo. Per veicolare lo schema della colpa, il narcisista perverso usa in primis canali indiretti, come Facebook, msn, sms, chat, perché il suo mantra rimane sempre e solo “ottenere il massimo col minimo”.

E allora è una sassaiola di recriminazioni che inducono il soggetto dipendente a rispondere, rendersi disponibile per un “chiarimento”. Se le comunicazione via media non dovessero suscitare l’effetto dovuto, ci sono altre modalità per offendere. Per esempio, far sapere in qualche modo di avere altre “simpatie” o, direttamente costruire una situazione per scaricare sulla vittima tutta la propria (narcisistica) delusione … e il gioco è fatto. La trappola chiusa ad arte. La ricattura è avvenuta.

La fallibilità del piano B è bassissima perché, per quanto possa apparire assurdo, per le “vittime” vedere confermate le proprie convinzioni negative su di sé rappresenta un richiamo irresistibile e costituisce una nuova, sempre illusoria, occasione di riscatto e di conquistare finalmente il “vero amore”.

[continua nei prossimi giorni]

Per approfondimenti:

Enrico Maria Secci, “I narcisisti perversi e le unioni impossibili”. In cartaceo e in digitale in tutti gli store online. Best-seller su Amazon, Internet Bookshop e Kobobooks. Disponibile presso 4500 librerie, compresi i negozi Feltrinelli, Giunti e Mondadori.

 

 

Una risposta a Il narcisista in azione: lo schema della colpa

  • Il mio narcisista, dopo lo schema del silenzio (fallito), è sparito. Io l’ho bloccato ovunque, su telefono e social media, ma non mi risultano, a distanza di otto mesi, tentativi di contatto.

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