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Che la relazione di coppia possa trasformarsi in una dipendenza può stupire gli idealisti o indignare i cinici dell’amore, ma è un’evidenza ampiamente documentata dalla psicologia moderna e comunque ben nota da secoli. Scrittori e artisti di ogni luogo e di ogni epoca hanno saputo rappresentare la sofferenza amorosa e le sue conseguenze distruttive nelle loro opere e spesso con la propria biografia.

La mitologia greca è ricca di amori tragici e impossibili: la ninfa Eco pazza d’amore per Narciso innamorato di se stesso, Calipso inutilmente dedita ad Ulisse, Dafne che per sfuggire alla bramosia di Apollo prega il padre, dio fluviale e della Terra, di trasformarla in albero. Intere correnti letterarie, il romanticismo e il decadentismo per esempio, hanno raccontato all’umanità in modo inequivocabile quanto innamorarsi e amare possano mutare in ossessione e dipendenza.

Goehte suggestionò mezza Europa con il romanzo “I dolori del giovane Werther” (1774), che narra del suicidio del protagonista per amore dell’ambigua Lotte legata a un altro uomo. L’epidemia di suicidi “amorosi” seguita al successo del libro fu tale che molti Paesi misero al bando l’opera. Anche la cinematografia offre infinite testimonianze del mal d’amore, precedendo di almeno un decennio psicologi e psicoterapeuti.

Uno dei film più toccanti sul tema è senza dubbio “Adele H.” di François Truffaut (1975), che, ispirandosi ai diari postumi della figlia del poeta Victor Hugo, ricostruisce la drammatica spirale della dipendenza affettiva spinta agli estremi della follia di Adele per un ufficiale inglese che la rifiuta nonostante i suoi convulsi tentativi di conquistarne l’amore.

Con la psicoanalisi e la diffusione delle psicoterapie il problema della dipendenza affettiva è stato affrontato in modo sistematico grazie all’osservazione diretta e alla terapia di casi reali. Inizialmente, la psicologia ha trattato il mal d’amore come un problema individuale, cercando soprattutto nella storia evolutiva dei soggetti dipendenti tracce di traumi emozionali subiti nell’infanzia nel rapporto con i genitori o con altri membri significativi della famiglia d’origine.

L’analisi e la terapia della dipendenza amorosa si sono concentrate spesso più sul passato che sul presente, sull’individuo anziché sulla relazione. Questo approccio ha indotto in molti a ritenere che chi vive una dipendenza affettiva abbia un problema intrinseco come un deficit nella strutturale della personalità. Ma un’ipotesi simile può spiegare soltanto una minoranza di casi, quelli in cui la persona ha effettivamente un background di esperienze familiari traumatiche e di figure genitoriali inadeguate.

Sono invece numerosi, probabilmente in maggioranza, gli individui che pur partendo da un passato effettivamente doloroso sviluppano in età adulta relazioni equilibrate e soddisfacenti. Queste persone dimostrano che il passato è passato e, in quanto tale, non è necessariamente e rigidamente fondativo il presente. Il colpo più duro all’ipotesi del “trauma originario” proviene dallo studio dei tanti casi di persone che capitolano nella dipendenza affettiva nonostante provengano da famiglie “normali” e non hanno avuto sostanziali difficoltà di natura relazionale o affettiva sino all’esordio della relazione amorosa patologica.

Ciò porta a ritenere che la dipendenza amorosa non sia, in una logica causale, il frutto di difficoltà passate ma una sindrome del “qui ed ora”, un problema che vede coinvolte due individui che, più o meno consapevolmente, la co-costruiscono in una catena di azioni e reazioni disfunzionali teoricamente infinita. Assumendo un punto di vista relazionale, spostare l’attenzione sul passato dell’individuo per trovare soluzioni nel presente non solo risulta un’operazione faticosa e complessa, ma anche controproducente perché ostacola una lettura relazionale coerente del problema per come è nel presente in cui si manifesta.

Alla base della dipendenza affettiva e dei suoi sintomi c’è la coppia, la coppia e il suo sistema di aspettative, di credenze e di valori. Spesso la rappresentazione che i membri della coppia hanno di se stessi e dell’amore stride talmente con la realtà della loro interazione da costituire un conflitto di cui la dipendenza verso o col partner rappresenta un tentativo di soluzione.