Single a San Valentino: piccolo “manuale di sopravvivenza” per cuori solitari

Single a San Valentino: piccolo “manuale di sopravvivenza” per cuori solitari

14 Febbraio 2020 0 Di Enrico Maria Secci

Sul tema di San Valentino i single possono essere idealmente raggruppati in tre schieramenti: gli indifferenti, i critici e i preoccupati.

Gli indifferenti si carenano con la convinzione che la festa degli innamorati sia solo una data sul calendario e la trascorrono come ogni altra giornata. Possono attraversare incolumi le corsie dei market invase di cuori, cioccolatini, orsacchiotti e gadget romantici, ascoltare per radio e in tv i classici servizi sul 14 febbraio a base di frasi romantiche e di entusiasmo per l’amore, senza che il loro di lucido raziocinio ne risulti minimamente scalfito.

I critici sono quelli che già qualche giorno prima di San Valentino non perdono occasione per sottolinearne l’inutilità, la banalità e che vivono con insofferenza il profluvio di rose rosse, menù a lume di candela e di aforismi diabetogeni su Facebook che accompagnano l’odiata ricorrenza. I single critici si riparano, così, e a buon diritto, dalla sgradevole sensazione di assistere forzatamente alla festività che meno li riguarda per le più svariate ragioni. C’è chi vive serenamente la propria situazione ma, stanco di sentirsi interpellare su quando e con chi si accoppierà, può avvertire nel San Valentino l’apoteosi della convenzione sociale alla quale si è sottratto e a cui amici e parenti lo richiamano con insistenza; c’è chi, assumendo un atteggiamento critico, cerca forse riparo dall’idea negativa di non essere in coppia e, chissà, dai ricordi di storie finite che ancora bruciano.

Infine, i preoccupati sono il gruppo più a rischio a San Valentino. E’ formato da chi sperimenta abitualmente l’essere single come una sfortuna, una disgrazia, una costrizione o un’anomalia. I preoccupati guardano con malinconica invidia chi sta in coppia e si arrovellano spesso sul perché e sul come a loro non tocchi questa sorte. Memori di relazioni di cui spesso hanno subito la conclusione, faticano a intraprendere altri rapporti sentimentali in parte perché ancora legati al passato, in parte per l’oggettiva difficoltà di conoscere persone nuove. Dunque San Valentino può alimentare nei single preoccupati l’amarezza e la tristezza di non poter festeggiare la ricorrenza e accentua un senso di mancanza e di esclusione che può portarli nel giorno degli innamorati a sentimenti più negativi che mai.

Se gli indifferenti si lasciano scivolare addosso mazzi di fiori e cartigli di baci perugina e i critici reagiscono con sdegno alla liturgia del 14 febbraio, i preoccupati corrono ai ripari chiudendosi in se stessi, evitando quel giorno contatti sociali.

Si chiudono in casa cercando di non pensare, ma, come spesso accade, così facendo finiscono per tessere articolate profezie negative sul proprio destino solitario.

Ecco allora qualche piccolo suggerimento per i single preoccupati. Posto che San Valentino è un giorno come un altro trasformato in evento per pura convenzione sociale, se proprio non riesci a fartelo scivolare addosso potresti trasformarlo in un tuo personale San Valentino e utilizzarlo per fare qualcosa di costruttivo per il tuo futuro, anziché trascorrerlo nel malumore e nel ricordo dei tempi andati.

Prenditi cura di te. Essere buoni compagni di se stessi è importante, non dimenticare che c’è prima di tutto una persona che ha bisogno di attenzione e cure a San Valentino e non solo, una persona che potresti amare di più e che merita la massima premura. Quella persona sei tu. Dunque, anziché riservarle una faccia da funerale, pensieri tetri e lamentele varie, potresti donarle qualche attenzione speciale: un bagno caldo, un dolce, un piccolo regalo proprio come faresti verso il tuo partner e così come vorresti che il tuo futuro partner facesse ogni 14 febbraio.

Festeggia i tuoi affetti. Forse tanta preoccupazione ti fa dimenticare che intorno a te c’è qualcuno a cui tieni, e che tiene a te, e che anche questo è amore. Potresti allora dedicare una parte del tuo San Valentino a fare qualche telefonata augurale a parenti, amici o conoscenti a cui vuoi bene. Se poi qualcuno di loro è in coppia, sarebbe una buona occasione per interessarti a come vanno le cose nella sua vita affettiva.

Potresti così scoprire che non sempre le coppie abitano una dimensione idilliaca come immagini nei momenti di sconforto, che alcune sono tali che non faresti a cambio per nulla al mondo con certe situazioni sentimentali; allo stesso modo, potresti osservare che ci sono coppie che hanno realizzato una rapporto molto vicino a quello che vorresti vivere e, se ascolterai attentamente, il loro esempio potrebbe infonderti speranza, anziché sfiducia.

Regalati un momento di sana auto-critica. Cosa stai facendo davvero per rendere più probabile un incontro interessante? Quanto tempo della tua vita dedichi realmente alla ricerca di un partner? Il modo in cui organizzi la tua vita, la qualità delle tue relazioni, le tue attività offrono realisticamente la possibilità di un nuovi contatti? C’è qualcosa di nuovo e di diverso che potresti fare in tal senso?

Si dice che l’amore non vada cercato, che arrivi da sé, magari con un colpo di fulmine, che l’amore irrompa nella vita prima o poi come per diritto divino e che dipende dal destino, se siamo provvisti di adeguata carta astrale. Ecco, se sei tra i single preoccupati a San Valentino, metti da parte questa superstizione e considera la possibilità di intraprendere la ricerca, con equilibrio e serenità, della persona che vorresti accanto e della relazione che desideri. Prenditi qualche responsabilità in più, metti via il libro delle favole e inizia a scrivere la tua storia d’amore. Buon San Valentino!

Enrico Maria Secci
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