“La saggezza è lasciar crescere ciò che nasce,
gustare ciò che è maturo
e lasciar perdere ciò che è morto.”
[Keshavjee S.]

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Vergogna cronica e ‘resistance’ in traumi complessi a Cagliari

CAGLIARI 13-14-15 LUGLIO 2018

Workshop “Vergogna cronica e ‘resistance’ in traumi complessi e dissociazione: metodi pratici con pazienti impegnativi”
con KATHY STEELE E ROGER SOLOMON

Il 13 e 14 luglio Kathy Steele presenterà alcuni metodi per aumentare l’efficacia terapeutica nel lavoro con i pazienti con trauma complesso e dissociazione.
Il 15 luglio Roger Solomon e Kathy Steele si focalizzeranno sulla “resistance” e su come capirla, accettarla come una parte centrale e inevitabile del lavoro terapeutico; come il terapeuta possa contribuirvi, come allearsi con il paziente per superarla e insegnerà approcci integrativi per lavorarci.
I partecipanti saranno coinvolti attivamente in sessioni di lavoro. Kathy Steele dimostrerà come lavorare sulle parti e Roger Solomon dimostrerà come la terapia EMDR può essere utilizzata nel trattamento del trauma complesso includendo il lavoro con le parti.

Per maggiori informazioni:

Segreteria Scientifica
Fatima Caddia
m.fatimacaddia@libero.it

Segreteria Organizzativa
Associazione DiGioiainGioia
ass.digioiaingioia@gmail.com
www.associazionedigioiaingioia.it

L’ortoressia: la malattia del “mangiar sano”

Appaiono sane e sagge, avvedute e riflessive, coerenti e determinate nel condurre uno stile di vita sano, essere in forma e preservare l’organismo da malattie e invecchiamento, ma osservate con maggiore attenzione le persone ortoressiche sono ossessionate dal controllo, angustiate da sentimenti di asia, di vulnerabilità e di inadeguatezza e prossime al fanatismo alimentare.

Sotto la patina splendente del salutismo chi soffre di ortoressia cela un problema psicologico che, non riconosciuto, può alterare a lungo termine il suo benessere fisico e psichico e condizionare negativamente la vita degli altri (partner, figli, amici …). Continua a leggere

Sii te stesso … ma non troppo!

***“Io sono me stesso”, “Sono fatto così, prendere o lasciare”, “Questo è il mio modo di essere”: il frasario tipico di chi dietro espressioni evidentemente tautologiche prive di significato rifiuta di affrontare un problema o di sviluppare in modo costruttivo una discussione.L’essere se stessi infatti non è un merito, ma un dato di fatto: chi dovresti essere altrimenti? Cosa aggiunge “l’essere te stesso” ad un rapporto quando ciò comporta conflitto e insoddisfazione? E poi, come dice sempre Richard Bandler, fondatore della programmazione neuro-linguistica – una interessante disciplina che studia la comunicazione umana- “perché ti ostini a essere te stesso, quando puoi essere una persona migliore?”. Continua a leggere

Philophobia: che cos’è la paura di amare e di essere amati?

Il desiderio di amare e di sentirsi amati è un’esperienza universale radicata negli esseri umani, e non solo, sin dal concepimento. Vivere una relazione fatta di reciprocità, stabilità, condivisione, sicurezza e progettualità è la condizione più favorevole allo sviluppo e alla conservazione della specie e ciò rende centrale nell’esistenza di ognuno il tema del legame amoroso.

Così, l’affettività è senza dubbio l’epicentro della psicologia, l’area su cui convergono inevitabilmente ricerche, studi e osservazioni cliniche volti a indagare i dinamismi della mente e delle relazioni interpersonali allo scopo di aiutare, se necessario, chi nel corso della vita incontrasse difficoltà significative nella sfera emozionale.

Ammalarsi d’amore. E’ sempre più diffusa la consapevolezza che ci si ammali d’amore e la dipendenza affettiva, data dall’incapacità di risolvere un legame nonostante il dolore e l’infelicità che ne scaturiscono, catalizza l’interesse dei clinici e, grazie a libri di successo e ai media, è un argomento noto anche i non addetti ai lavori. Ma c’è un altro aspetto del “mal d’amore”, poco divulgato e scarsamente esplorato in ambito scientifico, la philofobia. Continua a leggere

Segreti di coppia: la resilienza elisir di lunga vita

Ci sono coppie che suscitano ammirazione perché sanno avanzare negli anni sempre più innamorate e coese e sembrano capaci di superare indenni cambiamenti e crisi senza separarsi e, soprattutto, continuando ad amarsi.

Esempi rari, in un panorama in cui la durata delle relazioni supera di rado i sette anni senza subire un processo di erosione del sentimento amoroso che, quando non muta in reciproca sopportazione, sfocia nel conflitto e nella separazione. Continua a leggere

Dopo il narcisista. Cosa succede nella psicoterapia?

La dipendenza affettiva comporta sintomi imponenti e costi psicologici elevati, soprattutto nei casi in cui il partner da cui la persona dipende presenta tratti narcisistici. Attacchi di panico, ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare, carente autocontrollo, riduzione dell’esame di realtà e altri sintomi, proiettano l’individuo dipendente in un caleidoscopio emotivo che distorce o compromette significativamente la sua capacità di condurre un’esistenza serena e, a volte, chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta.

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La società degli smartphone e la distruzione dell’empatia

Una famiglia entra in ristorante e si siede a un tavolo accanto al mio. I genitori hanno forse quarant’anni e il bambino circa sei anni. Sono ben vestiti per il pranzo della domenica e hanno tutti un aspetto sereno e curato. Mi colpisce il modo in cui prendono posto. Il padre si siede dal lato lungo del tavolo rettangolare, la moglie accanto a lui e il bambino viene messo a capotavola. Formano una elle, una posizione strana perché sfavorisce la comunicazione e il contatto oculare.

E, in effetti, il cameriere non fa in tempo ad arrivare che la donna consegna al piccolo uno smartphone. Nella sala si diffonde la musichetta allegra di un viedogame e lei subito regola il volume per evitare che disturbi gli altri clienti. Da questo momento il bambino terrà gli occhi incollati al diplay per tutto il tempo, salvo all’arrivo delle quattro portate del menù che interrompono brevemente l’immersione ipnotica nel telefonino. Continua a leggere

Enrico Maria Secci, “I narcisisti perversi e le unioni impossibili”

“I narcisisti perversi e le unioni impossibili” esplora i meccanismi e le dinamiche psicologiche della dipendenza affettiva attraverso l’analisi del mito di Narciso e del disturbo narcisistico di personalità. Ricco di esempi clinici e di testimonianze, il libro individua le fasi della dipendenza affettiva e prospetta strategie terapeutiche mirate a interrompere i circoli viziosi della relazione col narcisista per mettersi in salvo.”

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*** UN CASO EDITORIALE NEL PANORAMA DEI SAGGI PSICOLOGICI

Sempre disponibile in cartaceo e in digitale, anche nei circuiti Feltrinelli, Mondadori e Giunti.

Grazie a tutti i lettori che continuano a scegliere di leggere”I narcisisti perversi e le unioni impossibili” e gli altri miei libri, come “Amori Supernova. Psico-soccorso per cuori spezzati …”.

 

Donne che amano le donne

Eleanor e Sarah un giorno fuggirono per sottrarsi all’oppressione della conformista società irlandese e all’influenza delle aristocratiche famiglie di cui erano le dirette discendenti. Si conoscevano da molti anni e non sopportavano più di nascondere il loro amore e di vivere separate. Fecero insieme il lungo viaggio a cavallo sino al Galles travestite da uomini per sottrarsi ai pericoli della fuga e si stabilirono nell’oscuro paese di Llangollen.
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